Il Bitcoin non è altro che una valuta virtuale o criptovaluta, un asset digitale non stampato e non gestito da alcuna Banca Centrale o Autorità Centrale.

Generati mediante il sistema Mining, i Bitcoin sono prodotti ricorrendo alla potenza di calcolo di una rete decentralizzata, costituita da diverse migliaia di nodi, chiamati Miner, i quali sono tra di loro connessi senza una base centrale.

Chiunque può diventare un Miner e produrre così Bitcoin generando un certo guadagno, anche sostanzioso. Essendo presente un numero smisurato di nodi, se uno di questi dovesse smettere di funzionare, il resto continuerebbe comunque a farlo.
Tutto si basa su algoritmi matematici, i quali vanno a sbloccare, ogni decina di minuti, alcuni blocchi, all’interno dei quali ci sono Bitcoin (25 per ciascun blocco), nonché chiavi e codici che identificano ogni transazione.

L’algoritmo che li crea ne limita la quantità immessa sul mercato: probabilmente la distribuzione, equivalente a circa 21 milioni complessivi (massimo di emissione), cesserà nel 2147.

 Fare trading di Bitcoin: considerazioni e rischi

Attualmente, le quotazioni dei Bitcoin sono salite vertiginosamente e, di conseguenza, il relativo investimento è considerato molto sicuro.

Uno dei metodi più praticati risulta essere, senza dubbio, quello del Trading Online. Ovviamente, per fare ciò, bisogna possedere una buona preparazione sulle definizioni basilari.
La tecnologia alla base di Bitcoin offre agli investitori la possibilità di ottenere dei rendimenti sostanziosi. Essa, tuttavia, nonostante la positiva opinione comune, non è esente da rischi molto elevati.

Fondamentalmente, è molto semplice iniziare a fare Trading: occorrono solamente un computer e una connessione veloce ad internet.

In merito, è importante sapere come, nei mercati tradizionali, vi siano degli enti che si occupano di verificare se gli utenti possiedono una sufficiente esperienza, tale da consentire loro di comprendere i rischi del caso.

 Trading di CFD con asset BTC: come funziona?

I Bitcoin possono essere comprati e rivenduti o essere, in alternativa, oggetto di trading speculativo.

In quest’ultimo caso, si negoziano i CFD (contract for difference), ossia contratti derivati che rappresentano il valore della quotazione del Bitcoin espresso in dollari.

In poche parole, si specula sull’aumento e sulla diminuzione del prezzo facendo una previsione.

Il differenziale dello stesso tra il momento in cui si apre una posizione (ovvero un acquisto oppure una vendita) e quello nel quale essa viene chiusa va a determinare il profitto o la perdita della relativa operazione.

Si noterà che il meccanismo descritto è molto simile a quello concernente il trading forex.

Con questo tipo di strumento si può speculare al ribasso o al rialzo, diminuendo la percentuale di rischi collegati al possesso fisico della valuta estremamente soggetta a rapide salite come a disastrose discese.

Per fare Trading di Bitcoin bisogna aprire un conto di Trading presso un Broker, il quale rivestirà il ruolo di intermediario sul mercato.

Aprire un conto è gratuito (in genere, inizialmente, viene richiesto solo un deposito di circa 100 euro) e veloce (occorre solamente inserire i propri dati e un recapito).

Inoltre, in un primo momento, il broker permette sempre di aprire un cosiddetto conto DEMO per offrire l’opportunità di fare pratica.